Riassunto
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Enologia
L'enologia è la scienza che studia il vino e la sua produzione: dalla
vendemmia alla bottiglia ne studia la microbiologia, la chimica e le caratteristiche
sensoriali. Il nome deriva dal greco "oinos" (vino) e "logos" (studio).
Le
caratteristiche di un vino sono determinate essenzialmente da due fattori: il
vitigno o i vitigni utilizzati per produrlo, ed il "terroir", vocabolo
francese che non ha un corrispondente termine in italiano, e che indica l'insieme
delle caratteristiche geologiche, fisiche e climatiche del territorio nel quale
cresce la vite.
Ogni vitigno possiede caratteristiche aromatiche tali da influenzare significativamente
il vino che ne deriva.
Il termine "terroir" comprende il tipo di terreno (calcareo, gessoso,
ecc.), il numero di giorni di sole, l'umidità, la temperatura, e le condizioni
ambientali in genere; ogni vitigno si adatta più o meno bene ad un "terroir",
per cui il prodotto finale sarà influenzato anche da questa scelta.
Perché il vino mantenga le proprie caratteristiche è importante
che venga conservato in maniera adatta; in questo senso diventano fondamentali
le caratteristiche che deve avere la cantina ideale.
La degustazione infine è l'insieme delle tecniche elaborate per poter
gustare al meglio un vino e valutarne in maniera per quanto possibile oggettiva
le caratteristiche organolettiche.
Viticoltura
La viticoltura è fondamentale nella produzione del vino; fino a pochi
anni fa si riteneva che per ottenere un buon vino si dovesse curare maggiormente
il lavoro in cantina; da pochi anni a questa parte si è constatato che
per ottenere un prodotto qualitativamente elevato occorre dedicarsi con attenzione
anche alle attività in vigna (pratiche agronomiche).
I filari di un vignetoLa
vite è una pianta che ha un ciclo vegetativo
annuale suddiviso in periodi, ognuno dei quali si chiama “fase fenologica”.
La pianta della vite ha un ciclo biologico (vita) della durata di circa 40 anni;
per i primi tre anni la pianta non è produttiva, il periodo migliore per
la produzione va dal quinto al venticinquesimo anno. Non è comunque raro
trovare vigne molto vecchie che forniscono ancora un ottimo prodotto.
Le zone di coltivazione della vite si trovano quasi esclusivamente fra il 30° ed
il 50° grado di latitudine nord e sud, e ad un'altitudine compresa tra il
livello del mare ed i 1000 metri circa.
La vite è quindi una pianta che si adatta a climi molto differenti tra
loro; tuttavia, all'aumentare della latitudine (e dell'altitudine) si preferisce
la coltivazione delle uve a bacca bianca, meno resistenti ai freddi autunnali
e quindi vendemmiabili a fine estate, mentre al diminuire della latitudine (e
dell'altitudine) si preferisce coltivare uve a bacca rossa e vitigni che possono
essere sottoposti alla cosiddetta “vendemmia tardiva”, destinati
a produrre vini ad elevata gradazione alcolica.
I fattori fondamentali che permettono di ottenere delle ottime uve da vino, e
quindi dei vini di qualità, sono il vitigno (varietà di vite utilizzata),
il tipo di terreno (uno stesso vitigno fornisce prodotti più o meno buoni
a seconda del tipo di terreno in cui è piantato), il “sesto d'impianto” o
densità di distribuzione delle piante (con sesti d'impianto fitti si
producono pochi grappoli di uva per pianta ma di migliore qualità), il
tempo di esposizione alla luce (almeno 1600 ore/anno), il clima temperato, la
zona in cui si trova la vigna (in Italia i pendii collinari sono solitamente
le zone di produzione dei vini migliori).
Fra le attività in vigna sono da considerarsi determinanti ai fini della
qualità del prodotto finale le potature, ed il diradamento dei grappoli
(come detto, minore è il numero di grappoli per pianta, maggiore sarà la
qualità dell'uva).
Ultimi parametri, ma non meno importanti, per la produzione di un vino di qualità,
sono la scelta del giusto periodo della raccolta dell'uva (vendemmia), il sistema
di raccolta (quello manuale, più selettivo, è preferibile al meccanico),
ed il sistema di conferimento, o trasporto, delle uve in cantina (per preservarne
l'integrità).
Naturalmente tutti i fattori indicati contribuiscono a determinare il prezzo
più o meno elevato del prodotto finale.
Vinificazione
Con il termine “vinificazione” si intende l'insieme delle operazioni
necessarie per trasformare l'uva di determinati vitigni in vino; essa consiste
sinteticamente nella pigiatura o spremitura dell'uva con conseguente formazione
del mosto, nell'eventuale macerazione (fase in cui le vinacce rimangono a contatto,
per un periodo di tempo più o meno lungo, con la polpa), nella trasformazione
del mosto in vino (fermentazione alcolica, processo chimico in cui l'azione dei
lieviti provoca la trasformazione degli zuccheri in alcol e anidride carbonica),
nella svinatura (separazione del vino dalle vinacce), nell'eventuale diminuzione
dell'acidità Fermentazione malolattica , processo chimico in cui il verificarsi
di determinate condizioni provoca la trasformazione dell'acido malico in acido
lattico, consentendo così di ottenere un vino dal sapore meno acido e
più armonico), e nel travaso del vino nei contenitori per l'eventuale
affinamento e invecchiamento o direttamente per il consumo.
Esistono vari sistemi di vinificazione: le cosiddette vinificazioni in bianco,
in rosato ed in rosso (che permettono di ottenere rispettivamente i vini bianchi,
i vini rosati ed i vini rossi) e le vinificazioni che permettono di ottenere
i vini spumanti (metodo classico, chiamato anche metodo champenoise, e metodo
Charmat chiamato anche metodo Martinotti), i vini passiti, i vini liquorosi ed
i vini aromatizzati.
Un tipo particolare di vinificazione, detto macerazione carbonica, è quella
che permette di ottenere i vini novelli. Essa consiste in una fermentazione in
vasche chiuse ermeticamente, sotto saturazione di C02 derivante da fermentazione
o da aggiunte esogene. La C02 sotto pressione favorisce la cessione degli antociani
dalla buccia alla polpa, colorando infine il mosto che ne risulterà. Questa
metodica di macerzione permette la sola cessione degli antociani nel vino; quindi
non necessita di affinamento.
Conservazione
Una cantina per la maturazione del vino in bottiIl
luogo destinato alla conservazione del vino è la cantina.
Con questo termine si identificano sia i locali dell'azienda produttrice in cui
si effettua la vinificazione, la conservazione del vino appena prodotto ed il
suo affinamento (élevage), sia il locale privato dove vengono conservate
le bottiglie di vino.
La cantina ideale di un'azienda dovrebbe disporre di vari
locali separati, ognuno adeguato al tipo di funzione alla quale è destinato:
•ricevimento
delle uve
il locale dovrà essere dotato di una bilancia e di dimensioni adeguate
alla quantità di uve conferite
pigiatura
il locale dovrà essere dotato di un adeguato numero di contenitori per
contenere l'uva che sarà pigiata, e delle relative macchine§
•fermentazione
il locale (chiamato anche tinaia) dovrà essere dotato delle vasche o dei
tini di fermentazione, dei macchinari ausiliari (pompe per il travaso del liquido,
impianti di estrazione dell'anidride carbonica, termogeneratori), e soprattutto
dovrà essere facilmente pulibile
•elaborazione e conservazione
il locale dovrà essere dotato di adeguati contenitori per il completamento
della fermentazione del vino, e di caratteristiche tali da consentire l'eventuale
fermentazione malolattica
•conservazione e l'invecchiamento
il locale (o più propriamente la cantina) dovrà avere adeguate
caratteristiche di temperatura, umidità, luminosità e ventilazione
al fine di non causare danni al vino in affinamento o in giacenza
La cantina privata
ideale deve avere caratteristiche analoghe alla cantina ideale di un'azienda;
ovviamente sarà di dimensioni adeguate all'esigenza
dell'utilizzatore (privato o commerciale).
Degustazione
Vino in coppa da degustazioneLa degustazione è il
procedimento tecnico finalizzato a determinare in maniera per quanto possibile
oggettiva le caratteristiche di un vino.
Affinché la degustazione possa fornire risultati oggettivi, è necessario
stabilire delle regole generali valide per tutti coloro che eseguono una degustazione.
Esistono
diverse metodologie di degustazione, elaborate dalle varie organizzazioni che
si occupano di vino, ma tutte sostanzialmente prevedono tre distinte fasi di
analisi sensoriale:
•analisi visiva
•analisi olfattiva
•analisi gustativa
Dopo aver completato le tre fasi dell'analisi sensoriale, si arriva ad una fase
conclusiva, rivolta a descrivere le sensazioni generali derivate dall'insieme
dei parametri considerati.
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